Date
ufficiali Carnevale 2012
5 Febbraio 2012 - Domenica
(rione Torre del Lago, sabato e domica sera)
12 Febbraio 2012 - Domenica
(rione Marco Polo ven-sab e Domenica sera)
19 Febbraio 2012 - Domenica
(rione Darsena ven-sab-dom-lun-mart sera)
21 Febbraio 2012 - Martedì (corso gratuito)
(rione Darsena serata finale)
26 Febbraio 2012 - Domenica
(rione Croce Verde ven-sab-dom sera)
3 Marzo 2012 - Sabato - corso finale
(Corso serale con chiusura, premiazione e fuochi d'artificio)
I corsi mascherati del 5, 12, 19 e 26 febbraio si svolgeranno nel pomeriggio come di consueto, dalle 15:00 alle 18:00 mentre per il martedì grasso, 21 febbraio, corso gratuito dalle 15 alle 17 con i grandi carri di prima categoria. Programmato per sabato 3 marzo il gran finale con lo speciale corso in notturna dalle 19:00 alle 23:00 per proclamare i vincitori.
Il
carnevale di Viareggio
è
considerato uno dei più importanti e maggiormente apprezzati
carnevali d'Italia e d'Europa.
A caratterizzarlo a livello internazionale sono in carri allegorici
più o meno grandi che sfilano nelle domeniche fra gennaio
e febbraio e sui quali troneggiano enormi caricature in cartapesta
di uomini famosi nel campo della politica, della cultura o dello
spettacolo, i cui tratti caratteristici - specialmente quelli
somatici - vengono sottolineati con satira ed ironia.
I carri - che sono i più grandi e movimentati del mondo
- sfilano lungo la passeggiata a mare viareggina, un viale di
oltre tre chilometri che si snoda tra la spiaggia e gli edifici
di stile liberty che si affacciano sul mar Tirreno.
La
storia del carnevale di Viareggio
La
tradizione della sfilata di carri a Viareggio risale al 1873,
quando alcuni ricchi borghesi, decisero di mascherarsi per protestare
contro le troppe tasse che erano costretti a pagare. Da allora
ogni anno questa sfilata permette di realizzare carri che interpretano
alla perfezione il pensiero e il malcontento di tanta gente,e
sul finire del secolo comparvero i carri trionfali.
La prima guerra mondiale sembra distruggere, insieme alla Belle
époque, anche il Carnevale a Viareggio, che invece rifiorì
addirittura più splendido e grandioso. La pausa bellica
durò 6 anni. La manifestazione riprese nel 1921 e i carri
sfilarono su due meravigliosi viali a mare, la mitica passeggiata
parallela con viale Belluomini. Nel 1971 si svolse il primo carnevale
rionale della Darsena, Nel corso del terzo millennio si prevedono
grandi novità all’interno del complesso della Cittadella
con i giganti di cartapesta che si arricchiscono di nuove tecnologie
per creare sempre più complessi movimenti ed effetti scenografici.
Tutto
il carnevale è accompagnato da veglioni e feste in maschera
che hanno origine antica, ben prima della nascita dei corsi mascherati.
Negli anni ’20 erano famosi i veglioni “di colore”, feste nelle
quali le donne dovevano indossare un abito delle tinte indicate,
mentre gli uomini indossavano lo smoking, gli addobbi, i coriandoli
e le stelle filanti erano nei colori prescritti. Locali come il
Principe di Piemonte, l’albergo Royal e il Cafè chantant
Margherita sulla Passeggiata erano la sede ideale per questo tipo
di feste e proprio in quest’ultimo locale iniziò nel 1932
la tradizione dei veglioni in costume con un “ballo incipriato
del Settecento”. Negli anni a venire si ricordano i veglioni del
La Stampa, della Croce rossa e dei Lions, queste ultime associazioni
senza scopo di lucro che spesso e volentieri partecipano attivamente
anche oggi alla vita del Carnevale. Oggi i veglioni sono feste
rionali durante i fine settimana dei corsi mascherati sul lungomare.
Sono feste in strada accompagnate da musiche, maschere e tanto
divertimento.
Il rapporto tra il Carnevale di Viareggio e l’arte è sempre
stato molto stretto, come testimoniano i numerosi contributi di
artisti tra i quali Lorenzo Viani, Renato Santini, Uberto Bonetti,
Sergio Staino, Dario Fo e Jean-Michel Folon.Lorenzo Viani, illustre
pittore viareggino, che ha scritto sul Carnevale pagine illuminanti,ha
contribuito attivamente nel 1911 alla realizzazione del carro
"Il trionfo della vita” di Domenico Ghiselli, di cui abbiamo
testimonianza della decorazione con una galleria di figure allegoriche
dei pannelli della base. Renato Santini, altro pittore della città,
si avvicina al mondo della cartapesta nel 1924, in occasione della
preparazione delle maschere per il Carnevale di Viareggio; realizza
numerosi carri a partire dal 1947 (“Teatro della vita”) fino al
1956 con il carro “A tempo di mambo”. Nel nuovo millennio si affaccia
un Carnevale di grandi firme: sono quelle del premio Nobel Dario
Fo che ha in passato ispirato due maghi della cartapesta come
Umberto e Stefano Cinquini, che descrivono con il loro carro la
brutalità che produce la guerra sui bambini; di Jean Michel
Folon, grande artista belga recentemente scomparso, che ha dato
tanto alla Versilia, di cui era innamorato, e che con i suoi celebri
colori pastello ha firmato il manifesto ufficiale per il Carnevale
del 2000.
Come visto i carri sono fatti principalmente di cartapesta.
La cartapesta è un preparato essenzialmente composto da
acqua, colla, gesso e carta; il procedimento di lavorazione parte
dalla creazione di un modello in argilla. Con una colata di gesso
su questo modello si ottiene il negativo del calco, all’interno
del quale vengono applicate le strisce di carta che sono state
precedentemente imbevute in un composto di acqua e colla. Grazie
a questo materiale i carristi riescono a plasmare masse e volumi
molto grandi e, grazie alla leggerezza delle forme vuote, il carro
è una struttura semovente spettacolare. Le strisce vengono
poi fatte aderire al calco, che ha poi bisogno di molte ore per
l’asciugatura.
In seguito si stacca il lavoro di cartapesta e, dopo averlo levigato
con carta vetrata, si procede alla decorazione con colori acrilici
o a tempera, che vengono ricoperti da un’ulteriore vernice lucida
di protezione. Il primo carro di cartapesta fu realizzato a Viareggio,
nel 1925 : "I cavalieri del Carnevale" di Antonio D’Arliano.
Attualmente uno dei grandi maestri riconosciuti della cartapesta
è Arnaldo Galli che insieme a Silvano Avanzini ha collaborato
per la costruzione di materiali di scena in film di Federico Fellini
come Casanova e Boccaccio '70, costruendo un' Anita Ekberg di
misure enormi. Maschere in cartapesta dei maestri viareggini hanno
fatto da cornice alla cerimonia di apertura di Italia '90 e quella
di chiusura di olimpiadi invernali Torino 2006. |